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Articolo Nel ristorante di Bon Jovi i poveri non pagano

Nel ristorante di Bon Jovi i poveri non pagano

New York - Divi del rock solidali: al ristorante di Jon Bon Jovi che ha appena aperto nel New Jersey i poveri mangiano come a Soho e non pagano il conto. Nel «Soul Kitchen» inaugurato dal cantante con la moglie Dorothea a Toms River, sulla costa atlantica devastata quattro anni fa dall’uragano Sandy, i meno abbienti si siedono a tavola e poi lavano i piatti. «Perché tutti devono poter cenare al ristorante, soprattutto in una società in cui una famiglia su cinque vive in povertà e dove un americano su sei non può permettersi il cibo», ha spiegato il musicista che ha al suo attivo vendite globali per 120 milioni di album.

Il locale rientra nel piano umanitario che Jon e Dorothea sostengono con la «Jon Bon Jovi Soul Foundation». Annessi al ristorante ci sono una scuola di cucina, una «banca del cibo» che serve i senzatetto, doposcuola per bambini a rischio e un centro di consulenza per problemi di vita quotidiana - tasse, salute, welfare - con cui si confronta una popolazione «blue collar» di 90 mila anime.

Spiega Bon Jovi, il cui prossimo album dovrebbe uscire in settembre: «Anzichè dargli un pesce insegniamo a un un uomo a pescare. Quando entri da noi non vedi prezzi sul menu e alla fine della cena basta lasciare una donazione, anche soltanto dieci dollari. Ma se sei seriamente povero e non puoi permetterti neanche questo, ti rimbocchi le maniche: il che significa, portare il cibo in tavola, lavorare nel nostro giardino, lavare i piatti. Se invece puoi pagare, acquisti una tessera che servirà a coprire i costi della tua cena e quella di un altro che è qui nel ristorante o che ci verrà domani».

 
Non c’è differenza di trattamento: «Tutti ricevono lo stesso pasto», ha spiegato Dorothea. L’obiettivo è battere la fame: «Non serve uno scienziato per questo», ha detto il cantante di «Livin’ On A Prayer» e «You Give Love A Bad Name»: «Ci sono tante cause e tanta gente piena di entusiasmo che ci si dedica. Ad ispirarci sono le tante persone che sono venute da noi per cercare aiuto». Il ristorante non è l’unica iniziativa della fondazione che fa capo a Bon Jovi e sua moglie. La sua Soul Fundation ha costruito 500 abitazioni a buon mercato e 10 rifugi per migliaia di poveri o senza tetto e un altro ristorante, chiamato Red Bank, ha servito finora 50 mila pasti.

17/05/2016 Il Secolo XIX

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