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Recensione Recensione di Bon Jovi

Bon Jovi

La decade che più adoro per quanto riguarda il movimento musicale in genere è quella degli anni'80, tale periodo ha generato per me il suono migliore, le emozioni più intense mai respirate e l'hard rock molto in voga agli esordi nei primissimi anni di quel decennio, è stato il giusto conseguimento e perfezionamento delle sonorità appena lasciate negli anni '70. Non solo la musica incomincia ad incanalarsi in svariate strade, ma anche tutto quello che la circonda, cominciando dal look, dallo spirito interpretativo,fino ad arrivare ai testi; ed è così che i sottogeneri cominciano ad accrescersi, spuntano per cui il glam metal, l'hair metal e lo sleaze metal, tutti con un'unica matrice e molto simili tra loro, ma che racchiudono all'interno alcune peculiarità distintive. Hair e glam si incentrano molto sull'esteticità, entrambe basate sulla cura del look in cui cotonature e vestiti si impreziosiscono di dettagli fashion, ma se nella prima le linee musicali sono più incentrate sulle melodie e la prolificità di ballads, nella seconda la musicalità è più ancorata a sonorità hard & heavy, lo sleaze invece è un prolungamento del glam il cui look diventa più selvaggio e da "strada". Una delle icone del così detto hair metal è stata la band dei Bon Jovi, nata in New Jersey nel 1983 dall'idea del cantante e poli strumentista di origini Italiane Jon Bon Jovi al secolo John Francis Bongiovi Jr. nato a Perth Amboy nel 1962; concepito da padre e madre dalle etnie miste, il primo di origini Italiane (Sciacca in provincia di Agrigento) e Slovacche e la seconda di origini Tedesche e Russe, il piccolo Jon ha conosciuto la sua prima chitarra all'età di sette anni e la passione musicale lo ha portato ad intraprendere la prolifica attività che tutti noi conosciamo. Oltre alla musica,la recitazione è una delle passioni giovanili di Jon, che viene scelto dalla Paramount dopo aver sostenuto un provino per il film FOOTLOOSE, ma in seguito egli abbandona il progetto del film, venendo sostituito dall'allora semisconosciuto Kevin Bacon. L'abbandono del lungometraggio è stata una decisione ardua, ma Jon ha preferito concentrarsi sul suo esordio nel mondo dello spettacolo come musicista, supportato dalla mamma Carol Sharkey, ex Playboy Bunny, cioè le cameriere con la divisa da coniglietta che lavoravano presso i Play Boy club. L'amicizia con David Bryan durante gli anni del liceo è il preludio al futuro successo della band; dopo aver militato in varie formazioni e progetti personali non andati a buon fine, Jon nel 1983 partecipa e vince un concorso per gruppi rock emergenti con il brano Runaway, registrato avvalendosi della collaborazione in studio di altri musicisti, la canzone riscuote molto successo ed è quindi giunta l'ora di pensare seriamente a mettere su una band per tentare la tanto agognata scalata al successo. La scelta di Jon è quella di chiamare il suo compagno di liceo David alle tastiere che a sua volta introduce nel gruppo Alec John Such al basso e Tico Torres alle pelli,la formazione è completa con il chitarrista Dave Sabo che era con Jon già dai primi lavori in studio con la precedente line up provvisoria. Ma ben presto Dave abbandona il gruppo non trovandosi d'accordo sulla scelta delle sonorità, diverrà in seguito il chitarrista degli Skid Row; la band ha un posto vacante ed una sera durante l'esibizione di un gruppo locale, Jon e Alec notano le caratteristiche di un certo Richie Sambora ed Alec conoscendolo lo contatta per un provino. Il posto nella line up non è più orfano e la marcia può riprendere. Durante un concerto nel quale Jon e soci aprono per il gruppo degli Scandal,vengono notati dal discografico Derek Shulman ed il contratto per la Mercury Records si palesa ai loro occhi; l'ultima cosa da decidere è il nome ufficiale per la band ed avendo pensato inizialmente al nome di Victory, viene fatto notare ai ragazzi dallo staff della casa discografica, che vista la popolarità di cui già gode Jon il nome perfetto sarebbe appunto Bon Jovi. Il resto è storia. L'omonimo debut album della band viene pubblicato nel 1984 dalla Mercury Records e prodotto da Tony Bonjovi cugino di Jon, il disco contiene nove tracce per una durata di 38 minuti e 29 secondi ed in breve tempo si aggiudica due dischi d'oro e due di platino per le vendite, ottimo debutto davvero. La prima canzone che apre l'album è "Runaway" la track con cui Jon vinse quel concorso che dette il via tangibile alla sua avventura musicale, le tastiere di David fanno il loro ingresso seguito dalla chitarra del magistrale Richie, il pezzo sfodera un tirato andamento rock, le potenzialità dei componenti sono messe in risalto e si nota subito che i ragazzi hanno stoffa! Di questa canzone venne tratto il primo video ufficiale della band, in cui vediamo i cinque artisti destreggiarsi coi loro strumenti, mentre una ragazza che pare avere dei particolari poteri telecinetici, fugge da una realtà che le è stretta per liberare il suo spirito ribelle. Seconda traccia "Roulette" il cui testo è un chiaro riferimento all'imprevedibilità della vita, paragonata al gioco della roulette in cui tutto può essere sovvertito, l'incognita dell'esistenza è come giocare un numero o un colore, la partita non sempre si può vincere, ma vale la pena giocarla. L'intro della track è dato dalle corde di chitarra elettrica, il cui suono procede deciso accompagnato dalle pelli di Torres, cadenzate e precise; mi piace molto questa song perchè è semplice ma energica al tempo stesso ed i cori di Richie e Alec accompagnano Jon nel cantato. Terzo brano "She Don't Know Me" una canzone dalle melodie più pacate, che sono il preludio alle meravigliose ballate che nel corso degli album i Bon Jovi saranno in grado di confezionare; altro video creato per questo singolo in cui i nostri eroi si propongono con un look rockeggiante incorniciato dalle irresistibili facce da bravi ragazzi. Quarto pezzo "Shot Through the Heart" ha una prima parte melodica susseguita ben presto da una ripresa molto rock, in sostanza un mid tempo ai quali i Bon Jovi ci hanno abituato nel corso della loro carriera; il refrain è facilmente assimilabile ed i soli di Sambora sono una meraviglia. La quinta canzone è l'intensa "Love Lies" un'altra semi ballad in cui la melodia ne è il fulcro principale, la timbrica lievemente graffiata di Jon assume connotati abilmente interpretativi, soprattutto nel vocalizzo urlato in cui segue il buon Sambora sempre perfetto. "Breakout" è una delle tracce meno entusiasmanti del disco, le tastiere di Bryan sono messe più in evidenza in questa song che tiene un andamento ritmico piuttosto lineare, niente di esaltante rispetto alle precedenti tracks, l'unico momento di spicco è l'immancabile pregevole riff di Richie. La seguente "Burning for Love" ha un'impronta sicuramente più accattivante del pezzo antecedente, bilanciata su sonorità speed si estende su ritmi più concitati in un ritornello easy ma che cattura l'attenzione dell'ascoltatore. "Come Back" è un pezzo tirato eseguito con convinzione e giusta dose di potenza, il testo è un richiamo d'amore, un appello al ritorno tra le braccia di chi proferisce tali parole "Torna perché ho bisogno del tuo amore, torna perché è passato così tanto tempo, un'altra notte sta cadendo, e ora il mio cuore ti chiama di nuovo a me" i colpi alle pelli incitano la voce di Jon in questa preghiera accorata. Siamo alla traccia finale "Get Ready" cavalcata elettrica iniziale con le corde surriscaldate di Sambora che travolge con i suoi soli incredibilmente energetici, Torres colpisce la sua batteria con enfasi, le note che fuoriescono dai tasti di Bryan sono una delizia, il basso di Alec vibra simbiotico con tutti i suoi compagni regalandoci la piccola perla blues del disco. Finale esaltante in questo debut album dei cinque ragazzi, che dal New Jersey hanno mosso i primi passi verso una delle carriere musicali più importanti degli ultimi 30 anni, chissà se mai si aspettassero un successo mondiale di tale caratura; chi ha ascoltato il disco nel lontano 1984 sicuramente avrà pensato che i Bon Jovi di strada ne avrebbero fatta, il primo lavoro ha mostrato potenzialità e capacità musicali, grinta e carisma soprattutto del frontman Jon Bon Jovi e del suo compagno Richie Sambora, che nel loro futuro trionferanno anche con le carriere soliste. Il rock dei Bon Jovi mi ha cresciuta ed accompagnata durante un lungo periodo della mia vita, molte delle loro canzoni sono state e saranno sempre fonte di inesauribile emozione... un intaglio nel cuore in cui occupano il primo posto alla lettera B!!!

31/07/2011 Rock & Metal In My Blood Voto: 7,5

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