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Recensione Recensione di Keep The Faith

Keep The Faith

Questo disco uscì 4 anni dopo l'ultimo lavoro della leggendaria band del New Jersey. Il gruppo dopo aver scalato le classifiche, arrivando al primo posto in tutto il mondo con capolavori chiamati "Slippery When Wet" (1986) e "New Jersey" (1988), si prese una pausa in cui maturarono i progetti solisti, o carriere a parte.
Dunque, nel 1992, uscì questo "Keep The Faith", disco assolutamente imperdibile, vero e proprio capolavoro, che costituisce uno dei capisaldi della discografia del gruppo e dell'Hard Rock in generale. Uscito negli anni del Grunge dei Nirvana e del Rock dei Guns N'Roses, il disco ottenne un successo vastissimo, pur rimanendo sottovalutato negli Stati Uniti.
Si inizia con "I Believe", una canzone spedita e molto profonda nel testo. Poi arriva la title-track, nonchè primo singolo estratto. Brano indiavolato, anthemico, da stadio, ottimo nei cori e nel ritornello, ottimo proseguo di "I Believe". L'atmosfera si fa più allegra con "I'll Sleep When I'm Dead", canzone che ricorda i tempi passati. La quarta traccia, invece, è sicuramente la più intensa mai scritta dal gruppo: "In These Arms" la si può tranquillamente eleggere Miglior Brano Del Gruppo. Segue la ballata per eccellenza, "Bed Of Roses", dolce, romantica, ma allo stesso tempo esplosiva, soprattutto nel finale. Sicuramente è la canzone che ha dato l'ispirazione alla futura e fortunatissima "Always", la quale segnerà il definitivo successo della band come Miglio Gruppo Rock sulla scena mondiale.
Il sesto brano è in puro stile metal, con grandi assoli di chitara e batteria, senza dimenticare la potenza del basso di Alec John Such e le tastiere di David Bryan. Segue l'altra perla del disco, un brano assolutamente fantastico e malinconico, che tutti dovrebbero ascoltare per capire cosa è la vera musica: "Dry County" è il secondo capolavoro del disco e della carriera dei Bon Jovi, al pari di "In These Arms". Ottimo. "Woman In Love" è spedita e bella, anche aggressiva. Quest'ultimo aggettivo però calza meglio alla nona traccia, "Fear", davvero canzone "da paura" per come è suonata! Ottima anch'essa! La ballata successiva è bella, ma non come "Bed Of Roses": per cui "I Want You" è un po' più sottotono, e direi anche sottovalutata. Segue "Blame It On The Love Of Rock'N'Roll", altro brano energico e frizzante! Infine, il capolavoro si conclude con un'altro brano ottimo, "Little Bit Of Soul", trascinante, con un ritornello che non riesci più a togliertelo dalla testa! In conclusione si può affermare che il terzo grande disco dei Bon Jovi ha raggiunto il massimo dei voti, proprio per la sua diversità dagli altri due capolavori, ma anche per i suoi contenuti: canzoni molto più profonde, mischiate a elementi del passato glorioso!
Insomma, "Keep The Faith" è uno dei quattro dischi da avere, dopo "Slippery When Wet", e prima di "New Jersey" e "These Days" (1995). Un altro motivo poi è dato dal fatto che l'album è l'ultimo che vede la presenza di Alec John Such al basso: infatti egli se ne andrà dopo l'uscita, nel 1994, del The Best Of "Cross Road".
5 stelle per un ottimo disco.

Ora siamo tutti in attesa del box-set di novembre e del nuovo disco previsto per marzo 2005. Intanto godetevi le perle di canzoni che i Bon Jovi hanno fatto e che sono stampate nella Storia Della Musica!
Ciao a tutti!

16/10/2004 DeBaser Voto: 5/5

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